SPORT
Serie A: anticipo, Catania-Inter 3-1 PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Sabato 13 Marzo 2010 13:00

L'Inter crolla nel finale a Catania dove perde 3-1 nell'anticipo del 28/o turno di Serie A.

Nerazzurri restano a +4 dal Milan. Al Cibali Catania subito in pressing. Nella ripresa esce l'Inter in vantaggio con Milito al 54'. Bene l'Inter fino alla mezzora quando il Catania pareggia con Maxi Lopez. Premono gli etnei che vanno in vantaggio all'82' con un rigore a palombella di Mascara per fallo di Muntari (espulso). In 10 l'Inter subisce il gol di Martinez al 90/o.

 
FULHAM KO, JUVE IPOTECA I QUARTI PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Venerdì 12 Marzo 2010 13:57

Una vittoria netta sul piano del gioco e delle occasioni, ma che non lascia completamente tranquilla la Juventus per il ritorno degli ottavi di Europa League a Londra con il Fulham tra una settimana. E' stata la solita disattenzione difensiva bianconera a permettere agli inglesi di segnare il gol in trasferta che rende la qualificazione ancora in dubbio, anche se i londinesi per passare dovranno superarsi segnando due gol senza subirne nemmeno uno. Per una volta, la squadra di Zaccheroni era stata efficace e convincente in attacco: ha segnato tre gol di splendida fattura, é andata vicinissima al quarto in almeno tre occasioni, ma il pasticcio combinato nel primo tempo da Legrottaglie e compagni di reparto su una innocua punizione di Duff, ha rimesso il risultato in discussione. E' stata brava la Juve in chiusura di tempo ad assicurarsi il terzo gol che rende giustizia alla partita e il ritorno un poco più sicuro. Prima di tributare i giusti elogi alla Juventus va però detto che la squadra di Hodgson si è dimostrata di una pochezza impressionante. Solo una volta ha fatto tremare Manninger (decisivo in quella circostanza) con una zuccata del lungo stopper Hangeland, ma palla a terra non ha mai creato pericoli. La Juve invece era andata vicinissima al gol con Trezeguet due volte nel primo tempo, di testa e di piede, nella ripresa con Grosso che aveva piegato le mani al portiere avversario ripetendo la prodezza di Firenze, ma era stato più bravo l'estremo difensore australiano.

Più in generale, la Juve ha condotto per ottanta minuti il gioco a centrocampo, dove si è rivisto un Marchisio in grande spolvero e un Camoranesi ritornato in pista alla grande. Bene anche Trezeguet, Cannavaro, Legrottaglie e Candreva, sebbene ogni tanto pasticci un poco. Benissimo Zebina, che i tifosi bianconeri mai avevano visto così brillante in quattro anni. Ancora ombre invece per Diego, inconcludente, lento a pensare e confusionario: è forse in preda a una crisi involutiva di tipo più che altro psicologico. E' stato comunque bravo nel finale a tirare dal limite e sfiorare il quarto gol, dimostrando che il vero Diego è quello, ma non riesce ancora a trovare le misure. E' comunque una vittoria che dà un'altra spinta notevole al morale della squadra di Zaccheroni, rinfrancata dalla vittoria di Firenze dopo il terribile tonfo in casa con il Palermo. Le buone notizie sono anche quelle dell'infermeria: Iaquinta ha capitanato la truppa dei rientranti e insieme a Poulsen ha dimostrato di essere ancora lontano dalla forma migliore. Ma intanto Zaccheroni, con il ritorno di Chiellini, ha finalmente in mano la Juve vera e può tentare l'assalto al quarto posto. Ma la retroguardia fa sempre rischiare l'infarto: sullo 0-0 un innocuo traversone basso era arrivato sul piede di Davies che, solissimo, l'aveva ciccato in modo dilettantistico. E' questo il campanello d'allarme più squillante per Londra, tra una settimana.

 
Disfatta Milan, 4-0 con Manchester PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Giovedì 11 Marzo 2010 15:05

MANCHESTER (GB) - C'é poco da fare se non inchinarsi a questo Wayne Rooney. Lo ha fatto il Milan, affondato da una sua doppietta e da un Manchester United capace di segnare quattro gol senza mai andare in ansia, e passare con gran merito ai quarti di finale di Champions League, da seria candidata alla finale di Madrid. Esce un'altra italiana dopo la Fiorentina, ma le speranze rossonere di ribaltare il 2-3 di Milano sono durate molto meno di quelle viola.

Di testa, dopo 13', e di destro a inizio ripresa, Rooney è arrivato a 30 gol stagionali e ha steso il Milan in tutta fretta, mentre Park e Fletcher hanno suggellato una partita praticamente dominata. "Agli ospiti del Milan, benvenuti nel teatro dei sogni", annuncia lo speaker a inizio serata. Ma quelli rossoneri tramontano presto lasciando molto amaro in bocca, anche per il forfait di Pato, a cui all'ultimo si sono aggiunti quelli di Nesta e Antonini.

Scelte forzate, dunque, quelle di Bonera difensore centrale e Jankulovski terzino destro. Sfortunate, a posteriori, altre scelte di Leonardo. Come affiancare a Pirlo Flamini, e non un palleggiatore come Seedorf. Avrebbero fatto comodo anche i cross di Beckham, applaudito dal suo ex pubblico ma in panchina per 63'; anche se Borriello e Huntelaar sono imprecisi quando dalla confusione nasce qualche occasione. Poche, appunto, perché Park, Fletcher e Scholes rendono durissima la vita di Pirlo. E' un'intuizione ottima di Ferguson, quella di mettere su Ronaldinho l'esperto Neville, e non il giovane Rafael, bistrattato a Milano.

L'attacco del Manchester fa il resto. E' un'organizzazione corale che sfrutta le debolezze altrui e i propri punti forti. Ovviamente il principale è Rooney, che corre come un matto e, con furbizia, regala sponde di petto e di tacco, facendo il perno dei tanti ribaltamenti con cui i Red Devils sfiancano i rossoneri. Soffre soprattutto Jankulovski, titolare solo per la sesta volta in stagione e surclassato a ripetizione dai vari Park e Valencia. E anche l'altro protagonista dell'ultima ora, Abate, non vive una bella serata inseguendo Nani. Gli inglesi premono come vorrebbe fare il Milan per riaprire subito la pratica. Rooney ci prova ogni volta che può. Lui e Neville vanno vicini al gol tirando da fuori, e poi confezionano il vantaggio. Al 13' il terzino passeggia fino alla trequarti davanti agli inermi Ambrosini e Jankulovski, e crossa per Rooney, che brucia sullo stacco Bonera e segna il suo 3/o gol di testa al Milan in 180'.

In 45' il Milan può contare solo un colpo di testa blando di Ronaldinho, un mancato aggancio in area di Huntelaar e un destro di Pirlo che mette in lieve imbarazzo Van der Sar. Troppo poco, così nell'intervallo Leonardo inserisce Seedorf per Bonera, ricorrendo a una bizzarra difesa con Ambrosini centrale. Tanto strana che dopo nemmeno 60 secondi Thiago Silva sbaglia un anticipo a metà campo consentendo a Nani di alzare la testa e vedere Rooney che si infila fra Flamini e Ambrosini: freddo, l'inglese di piatto batte Abbiati. E la difesa dà il peggio di sé al 14', quando lascia Park libero di tagliare in area e sfruttare di destro un bell'assist di Scholes.

Emozionante per l'ovazione che raccoglie, al 19', è l'ingresso di Beckham, quasi contemporanea alla standing ovation per i due migliori in campo, Neville e Rooney. Entra pure Inzaghi, ma è proprio Beckham al 28' che crea il maggior pericolo a Van der Sar con una gran botta di destro al volo, forte ma centrale, che si merita gli applausi di Old Trafford. Il portiere riesce a deviare sopra la traversa. Il Manchester macina azioni su azioni e rende quasi umiliante la lezione quando al 42' Fletcher incorna di testa per il definitivo 4-0. E, come due anni fa contro l'Arsenal, la Champions del Milan finisce agli ottavi.

 
Champions: Fiorentina fuori PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Mercoledì 10 Marzo 2010 13:28

FIRENZE - Prandelli voleva entrare nella storia della Fiorentina portando la squadra ai quarti di Champions. L'impresa non gli riesce, pur rifilando tre gol al Bayern Monaco. I tedeschi ne fanno due e vanno avanti nella competizione. Pesa maledettamente, alla fine, sul destino dei viola, la svista dell'arbitro Ovrebo nella gara di andata che regalò a Klose il gol del 2-1 in fuorigioco. Lì la Fiorentina ha lasciato, suo malgrado, molte speranze di passare il turno. La squadra di Van Gaal gioca a folate, come il vento gelido che sferza lo stadio.

Ma quando accelera fa impressione. La Fiorentina, dopo l'errore di Ovrebo, paga questo e la classe di alcuni suoi avversari. Robben su tutti, che costruisce da solo il gol qualificazione; Ribery che crea l' assist per la rete di Van Bommel riaprendo la partita dopo che i gol di Vargas e Jovetic l' avevano consegnata a 40 mila tifosi viola. Anche dopo la rete di Van Bommel la Fiorentina riesce a riprendersi la gara, con un' altra stoccata di Jovetic, ma la piega la classe di Robben: i tedeschi escono battuti 3-2, ma per i viola è una magra consolazione. Lo stadio grida 'ladri' ai tedeschi e offende Platini, per colpire l'Uefa per la scelta di Ovrebo all' andata. La Fiorentina non è stata bella, ma ci ha provato, nonostante Zanetti e Montolivo non l' abbiano guidata bene. Nonostante Gilardino abbia fallito come uomo-gol, ma sia stato prezioso come uomo-assist. Non sono bastati Vargas e uno Jovetic goleador, come contro il Liverpool (doppietta). La fortuna non ha guardato i viola. Ma almeno questa volta l' arbitro non sembra aver inciso sulla gara in modo determinante, anche se ha sorvolato su un paio di falli di mano in area e ha punito con il giallo uno schiaffo di Schweinsteiger che forse meritava il rosso.

C'é una bolgia ad incoraggiare la Fiorentina e bordate di fischi a cercare di infastidire i tedeschi. Ma i fischi non giocano e il Bayern, forte della sua esperienza, nella fase iniziale della gara gigioneggia. Lo fa fino a quando Vargas non decide di spingere. E le sue accelerazioni sono la sveglia per la Fiorentina, che prende coraggio e prova ad offendere. Per risposta la squadra di Van Gaal non si vergogna a indietreggiare in massa per poi provare a ripartire con i guizzi di Ribery. Il vento rende difficili le giocate, ma non impedisce a Robben di fare il giocoliere quando ne ha la possibilità, e la Fiorentina lo pagherà pesantemente. Serve una fiammata per accendere la gara e arriva da Marchionni: percussione centrale e botta, Butt respinge male, Vargas è una saetta, si avventa sulla palla e la mette dentro. Nell' occasione la difesa del Bayern mostra tutti i suoi limiti, mentre Marchionni e Vargas sono bravissimi a leggere la situazione: l' ex juventino capisce che con il vento a favore conviene calciare da lontano, il peruviano è intelligente a credere nell' iniziativa del compagno. Van Gaal cambia Gomez (infortunato) con Klose e invita i suoi ad aggredire per recuperare partita e qualificazione. La risposta arriva al 34' con una gran botta di Robben deviata in angolo da Frey, ma il fantasista sembra in fuorigioco.

Ora il Bayern fa sul serio: i suoi ritmi sono più alti e la Fiorentina subisce la pressione. La reazione dei tedeschi fa paura. Nella ripresa la squadra di Prandelli parte bene e al 5' ha la possibilità di dare la spallata alla partita: De Silvestri lancia Marchionni, il cross è per Gilardino dopo un liscio di Badstuber, ma il tiro del centravanti è ribattuto da Butt. Il Bayern sembra rimasto nello spogliatoio. I viola colgono l' attimo e sull' asse De Silvestri-Marchionni costruiscono il secondo vantaggio. Su cross dell' ala, Gilardino si inventa un tocco per l' accorrente Jovetic, che trova in corsa il colpo giusto per battere Butt. Poi arriva la rete di Van Bommel, la replica di Jovetic che vale la qualificazione momentanea (19'), ma un minuto dopo la botta di Robben chiude il discorso. I tedeschi fanno festa, perdendo; i viola riempiono di accidenti l' arbitro Ovrebo.

 
Inghilterra, telefoni 'spiati' PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Martedì 09 Marzo 2010 14:12

LONDRA - Inghilterra vittima di intercettazioni telefoniche: e' questa l'ultima sgradita sorpresa di Fabio Capello sulla via del Sud Africa. La Fa - scrive oggi il Times - ha aperto un'indagine interna per scoprire cosa sia successo durante la vigilia dell'ultima amichevole contro l'Egitto, quando diverse telefonate tra giocatori e staff tecnico sono state segretamente ascoltate e registrate. Argomento delle conversazioni, oltre a questioni strettamente tattiche, anche i premi promessi dalla federcalcio in caso di vittoria del mondiale.    Nei giorni successivi le trascrizioni, definite 'esplosive', sono state offerte ai giornali che pero' - almeno finora -  hanno preferito declinare l'offerta. Ieri il legale della Fa, Charles Russell, ha inviato una lettera di diffida a tutti i media britannici  sottolineando come la pubblicazione di queste intercettazioni, ottenute illegalmente, rappresenterebbe una grave violazione della privacy. Capello ha preferito non commentare ma e' facile immaginare il suo stato d'animo dopo settimane di scandali rosa e infortuni a catena. Prima la  scappatella extraconiugale di John Terry a cui ha dovuto sottrarre la fascia di capitano. Quindi la rinuncia alla nazionale di Wayne  Bridge. Nel mentre gli infortuni di Ashley Cole e Wes Brown e le incerte condizioni fisiche del neo-capitano Rio Ferdinand. A poco  piu' di tre mesi dall'inizio della Coppa del Mondo non sembra esserci pace per la nazionale dei tre leoni, perennemente in prima  pagina. E ora anche spiata.

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 14:12
 
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