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Disfatta Milan, 4-0 con Manchester |
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Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>
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Giovedì 11 Marzo 2010 15:05 |
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MANCHESTER (GB) - C'é poco da fare se non inchinarsi a questo Wayne Rooney. Lo ha fatto il Milan, affondato da una sua doppietta e da un Manchester United capace di segnare quattro gol senza mai andare in ansia, e passare con gran merito ai quarti di finale di Champions League, da seria candidata alla finale di Madrid. Esce un'altra italiana dopo la Fiorentina, ma le speranze rossonere di ribaltare il 2-3 di Milano sono durate molto meno di quelle viola.
Di testa, dopo 13', e di destro a inizio ripresa, Rooney è arrivato a 30 gol stagionali e ha steso il Milan in tutta fretta, mentre Park e Fletcher hanno suggellato una partita praticamente dominata. "Agli ospiti del Milan, benvenuti nel teatro dei sogni", annuncia lo speaker a inizio serata. Ma quelli rossoneri tramontano presto lasciando molto amaro in bocca, anche per il forfait di Pato, a cui all'ultimo si sono aggiunti quelli di Nesta e Antonini.
Scelte forzate, dunque, quelle di Bonera difensore centrale e Jankulovski terzino destro. Sfortunate, a posteriori, altre scelte di Leonardo. Come affiancare a Pirlo Flamini, e non un palleggiatore come Seedorf. Avrebbero fatto comodo anche i cross di Beckham, applaudito dal suo ex pubblico ma in panchina per 63'; anche se Borriello e Huntelaar sono imprecisi quando dalla confusione nasce qualche occasione. Poche, appunto, perché Park, Fletcher e Scholes rendono durissima la vita di Pirlo. E' un'intuizione ottima di Ferguson, quella di mettere su Ronaldinho l'esperto Neville, e non il giovane Rafael, bistrattato a Milano.
L'attacco del Manchester fa il resto. E' un'organizzazione corale che sfrutta le debolezze altrui e i propri punti forti. Ovviamente il principale è Rooney, che corre come un matto e, con furbizia, regala sponde di petto e di tacco, facendo il perno dei tanti ribaltamenti con cui i Red Devils sfiancano i rossoneri. Soffre soprattutto Jankulovski, titolare solo per la sesta volta in stagione e surclassato a ripetizione dai vari Park e Valencia. E anche l'altro protagonista dell'ultima ora, Abate, non vive una bella serata inseguendo Nani. Gli inglesi premono come vorrebbe fare il Milan per riaprire subito la pratica. Rooney ci prova ogni volta che può. Lui e Neville vanno vicini al gol tirando da fuori, e poi confezionano il vantaggio. Al 13' il terzino passeggia fino alla trequarti davanti agli inermi Ambrosini e Jankulovski, e crossa per Rooney, che brucia sullo stacco Bonera e segna il suo 3/o gol di testa al Milan in 180'.
In 45' il Milan può contare solo un colpo di testa blando di Ronaldinho, un mancato aggancio in area di Huntelaar e un destro di Pirlo che mette in lieve imbarazzo Van der Sar. Troppo poco, così nell'intervallo Leonardo inserisce Seedorf per Bonera, ricorrendo a una bizzarra difesa con Ambrosini centrale. Tanto strana che dopo nemmeno 60 secondi Thiago Silva sbaglia un anticipo a metà campo consentendo a Nani di alzare la testa e vedere Rooney che si infila fra Flamini e Ambrosini: freddo, l'inglese di piatto batte Abbiati. E la difesa dà il peggio di sé al 14', quando lascia Park libero di tagliare in area e sfruttare di destro un bell'assist di Scholes.
Emozionante per l'ovazione che raccoglie, al 19', è l'ingresso di Beckham, quasi contemporanea alla standing ovation per i due migliori in campo, Neville e Rooney. Entra pure Inzaghi, ma è proprio Beckham al 28' che crea il maggior pericolo a Van der Sar con una gran botta di destro al volo, forte ma centrale, che si merita gli applausi di Old Trafford. Il portiere riesce a deviare sopra la traversa. Il Manchester macina azioni su azioni e rende quasi umiliante la lezione quando al 42' Fletcher incorna di testa per il definitivo 4-0. E, come due anni fa contro l'Arsenal, la Champions del Milan finisce agli ottavi. |
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Champions: Fiorentina fuori |
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Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>
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Mercoledì 10 Marzo 2010 13:28 |
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FIRENZE - Prandelli voleva entrare nella storia della Fiorentina portando la squadra ai quarti di Champions. L'impresa non gli riesce, pur rifilando tre gol al Bayern Monaco. I tedeschi ne fanno due e vanno avanti nella competizione. Pesa maledettamente, alla fine, sul destino dei viola, la svista dell'arbitro Ovrebo nella gara di andata che regalò a Klose il gol del 2-1 in fuorigioco. Lì la Fiorentina ha lasciato, suo malgrado, molte speranze di passare il turno. La squadra di Van Gaal gioca a folate, come il vento gelido che sferza lo stadio.
Ma quando accelera fa impressione. La Fiorentina, dopo l'errore di Ovrebo, paga questo e la classe di alcuni suoi avversari. Robben su tutti, che costruisce da solo il gol qualificazione; Ribery che crea l' assist per la rete di Van Bommel riaprendo la partita dopo che i gol di Vargas e Jovetic l' avevano consegnata a 40 mila tifosi viola. Anche dopo la rete di Van Bommel la Fiorentina riesce a riprendersi la gara, con un' altra stoccata di Jovetic, ma la piega la classe di Robben: i tedeschi escono battuti 3-2, ma per i viola è una magra consolazione. Lo stadio grida 'ladri' ai tedeschi e offende Platini, per colpire l'Uefa per la scelta di Ovrebo all' andata. La Fiorentina non è stata bella, ma ci ha provato, nonostante Zanetti e Montolivo non l' abbiano guidata bene. Nonostante Gilardino abbia fallito come uomo-gol, ma sia stato prezioso come uomo-assist. Non sono bastati Vargas e uno Jovetic goleador, come contro il Liverpool (doppietta). La fortuna non ha guardato i viola. Ma almeno questa volta l' arbitro non sembra aver inciso sulla gara in modo determinante, anche se ha sorvolato su un paio di falli di mano in area e ha punito con il giallo uno schiaffo di Schweinsteiger che forse meritava il rosso.
C'é una bolgia ad incoraggiare la Fiorentina e bordate di fischi a cercare di infastidire i tedeschi. Ma i fischi non giocano e il Bayern, forte della sua esperienza, nella fase iniziale della gara gigioneggia. Lo fa fino a quando Vargas non decide di spingere. E le sue accelerazioni sono la sveglia per la Fiorentina, che prende coraggio e prova ad offendere. Per risposta la squadra di Van Gaal non si vergogna a indietreggiare in massa per poi provare a ripartire con i guizzi di Ribery. Il vento rende difficili le giocate, ma non impedisce a Robben di fare il giocoliere quando ne ha la possibilità, e la Fiorentina lo pagherà pesantemente. Serve una fiammata per accendere la gara e arriva da Marchionni: percussione centrale e botta, Butt respinge male, Vargas è una saetta, si avventa sulla palla e la mette dentro. Nell' occasione la difesa del Bayern mostra tutti i suoi limiti, mentre Marchionni e Vargas sono bravissimi a leggere la situazione: l' ex juventino capisce che con il vento a favore conviene calciare da lontano, il peruviano è intelligente a credere nell' iniziativa del compagno. Van Gaal cambia Gomez (infortunato) con Klose e invita i suoi ad aggredire per recuperare partita e qualificazione. La risposta arriva al 34' con una gran botta di Robben deviata in angolo da Frey, ma il fantasista sembra in fuorigioco.
Ora il Bayern fa sul serio: i suoi ritmi sono più alti e la Fiorentina subisce la pressione. La reazione dei tedeschi fa paura. Nella ripresa la squadra di Prandelli parte bene e al 5' ha la possibilità di dare la spallata alla partita: De Silvestri lancia Marchionni, il cross è per Gilardino dopo un liscio di Badstuber, ma il tiro del centravanti è ribattuto da Butt. Il Bayern sembra rimasto nello spogliatoio. I viola colgono l' attimo e sull' asse De Silvestri-Marchionni costruiscono il secondo vantaggio. Su cross dell' ala, Gilardino si inventa un tocco per l' accorrente Jovetic, che trova in corsa il colpo giusto per battere Butt. Poi arriva la rete di Van Bommel, la replica di Jovetic che vale la qualificazione momentanea (19'), ma un minuto dopo la botta di Robben chiude il discorso. I tedeschi fanno festa, perdendo; i viola riempiono di accidenti l' arbitro Ovrebo. |
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Inghilterra, telefoni 'spiati' |
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Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>
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Martedì 09 Marzo 2010 14:12 |
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LONDRA - Inghilterra vittima di intercettazioni telefoniche: e' questa l'ultima sgradita sorpresa di Fabio Capello sulla via del Sud Africa. La Fa - scrive oggi il Times - ha aperto un'indagine interna per scoprire cosa sia successo durante la vigilia dell'ultima amichevole contro l'Egitto, quando diverse telefonate tra giocatori e staff tecnico sono state segretamente ascoltate e registrate. Argomento delle conversazioni, oltre a questioni strettamente tattiche, anche i premi promessi dalla federcalcio in caso di vittoria del mondiale. Nei giorni successivi le trascrizioni, definite 'esplosive', sono state offerte ai giornali che pero' - almeno finora - hanno preferito declinare l'offerta. Ieri il legale della Fa, Charles Russell, ha inviato una lettera di diffida a tutti i media britannici sottolineando come la pubblicazione di queste intercettazioni, ottenute illegalmente, rappresenterebbe una grave violazione della privacy. Capello ha preferito non commentare ma e' facile immaginare il suo stato d'animo dopo settimane di scandali rosa e infortuni a catena. Prima la scappatella extraconiugale di John Terry a cui ha dovuto sottrarre la fascia di capitano. Quindi la rinuncia alla nazionale di Wayne Bridge. Nel mentre gli infortuni di Ashley Cole e Wes Brown e le incerte condizioni fisiche del neo-capitano Rio Ferdinand. A poco piu' di tre mesi dall'inizio della Coppa del Mondo non sembra esserci pace per la nazionale dei tre leoni, perennemente in prima pagina. E ora anche spiata. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 09 Marzo 2010 14:12 |
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Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>
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Lunedì 08 Marzo 2010 15:07 |
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L'Inter non approfitta del pari di ieri tra Roma e Milan, fa anche lei 0-0 nel posticipo - a frenarla un Genoa ordinatissimo - e perde così l'occasione per allungare di nuovo sulle inseguitrisci, rossoneri. La situazione in testa rimane invariata, la capolista ha quattro punti sul Milan e sette sulla Roma. Non basta questa volta neanche Balotelli, dal 1' in campo nel tridente: Mourinho, squalificato, rompe perfino il suo isolamento e scende sulla terrazza della tribuna executive, appena alle spalle della panchina occupata dal suo vice Baresi, per gridare in campo le sue indicazioni.
Ma l'assalto finale, con Etòo in campo per Pandev, produce poche occasioni e zero gol. Dietro il terzetto di testa, una prodezza di Miccoli basta al Palermo per scavalcare la Juventus e riportarsi al quarto posto confermando con decisione le ambizioni della squadra rosanero in chiave Champions. Contro il Livorno, però, la formazione rosanero deve sudare per conquistare i tre punti giunti grazie ad una prodezza del solito Miccoli. Si ferma a Bologna la marcia del Napoli (in realtà già rallentata da qualche settimana) con i partenopei sconfitti per 2-1 dai felsinei capaci di mettere a segno un bruciante uno-due con Zalayeta e Adailton che di fatto stende i partenopei: non basta il gol di Rinaudo e il solito cuore per rimettere in sesto la partita.
La formazione di Mazzarri perde terreno con la zona Champions e viene scavalcata dalla Sampdoria vittoriosa in rimonta contro la Lazio, con i biancocelesti sempre più invischiati nella lotta salvezza. Un gol di Floccari illude la Lazio che poi subisce pareggio e sorpasso dalla Sampdoria che torna nelle zone alte della classifica. Un gol di Guberti e Pazzini poi spengono le speranze della formazione laziale. La Samp nel finale ritrova anche Antonio Cassano, tornato in campo dopo 50 giorni di assenza. Sfiora l'impresa il Catania che pareggia 2-2 in casa del Cagliari, dopo essere stata in vantaggio.
Respira il Bari al quale basta un gol di Castillo per avere la meglio sul Chievo e conquistare tre punti preziosi. Rimangono in coda Atalanta e Siena che pareggiano le gare interne rispettivamente con Udinese (0-0) e Parma (1-1): pari che servono a poco per una classifica difficile. |
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2/a categoria incubo per squadra leccese |
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Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>
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Lunedì 08 Marzo 2010 15:06 |
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LECCE, 8 MAR - Neanche la miseria di un punticino in 21 partite giocate, solo sette reti segnate e ben 95 subite, una media inglese da incubo, -43. Queste le spietate cifre dello Struda', squadra di calcio della frazione leccese di Vernole (1.659 abitanti) che milita nel gir.C di 2/a categoria. E con questi numeri la retrocessione e' arrivata con due mesi di anticipo sulla fine del torneo: un record alla rovescia. Lo Struda', fondato nel 1999, era stato promosso dalla 3/a alla 2/a categoria nel 2005. |
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