AMBIENTE
Sisma in Cile, 76 morti Generato uno tsunami PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Sabato 27 Febbraio 2010 12:43

Uno tsunami e' stato generato dal terremoto di magnitudo 8,8 che ha colpito stamani il Cile e minaccia le coste nei pressi dell'epicentro. Lo ha reso noto il Centro di allarme tsunami del Pacifico.

E' salito a 76 il bilancio dei morti per il terremoto che ha colpito il Cile. Lo hanno reso noto le autorità cilene.

Il sisma si è verificato vicino a Concepcion, scuotendo gli edifici e provocando blackout in alcuni quartieri della capitale Santiago. Lo hanno riferito il Servizio geologico statunitense e testimoni.

Secondo il Servizio geologico americano, il terremoto si è verificato 90 chilometri a Nord-Est di Concepcion, a una profondità di 55 chilometri, alle 3:34 del mattino ora locale (le 7:34 in Italia). Il Centro tsunami ha detto in un comunicato che "un terremoto di queste proporzioni ha il potenziale per generare uno tsunami distruttivo che può colpire le coste vicino all'epicentro nel giro di minuti e quelle più distanti nel giro di ore".

L'allarme è stato in seguito ampliato anche a Colombia, Panama, Costarica e Antartide.

Anche il Giappone ha emesso un'allerta tsunami per le coste dell'Oceano Pacifico, dopo il sisma al largo del Cile. Lo hanno annunciato i servizi meteorologici giapponesi.

Il servizio geologico americano Usgs ha registrato una replica del sisma che ha colpito il Cile di magnitudo 6,2 e una terza di magnitudo 5,6.

L'Usgs (il servizio geologico americano) ha esteso l'allarme tsunami a tutto il Pacifico dopo il terremoto che ha avuto come epicentro il Cile.

Una scossa è stata avvertita a Santiago del Cile ed e' durata una quindicina di secondi e la sua intensita' non e' paragonabile alla precedente delle 3.30 del mattino. Lo ha riferito una cittadina italiana che si trova nella capitale cilena.

BACHELET DICHIARA STATO CATASTROFE - Il presidente cileno, Michelle Bachelet, ha dichiarato lo stato di catastrofe a seguito del sisma che ha colpito il paese. Lo ha annunciato Sky tg 24.

CHIUSO SCALO SANTIAGO, VOLI CANCELLATI - L'aeroporto internazionale di Santiago del Cile è stato chiuso e tutti i voli sono stati cancellati fino a nuovo ordine in seguito al sisma. Lo hanno annunciato fonti aeroportuali brasiliane e peruviane. La rampa di accesso al terminal è crollata, così come la zona destinata agli equipaggi, dove è caduto il tetto e si sono rotti i vetri.

FARNESINA VERIFICA, 50 MILA ITALIANI NEL PAESE - Attraverso l'ambasciata d'Italia a Santiago del Cile l'Unità di crisi del ministero degli Esteri sta cercando di verificare l'entità dei danni del violento sisma che, nella notte ha colpito il Cile con epicentro nella città di Concepcion. In tutto il Cile, si è appreso alla Farnesina, gli italiani registrati all'anagrafe consolare sono 50 mila. I connazionali residenti nella città di Concepcion sono un po' più di 500.

A SANTIAGO CROLLI E BLACK OUT - L'Onemi, l'Ufficio nazionale emergenze cileno, ha situato il sisma alle 03.34 (le 06.34 gmt) e l'epicentro a 90 km a nord est di Concepcion. A Santiago del Cile (cinque milioni di abitanti) sono crollati diversi ponti. In gran parte della città non c'é nessuna comunicazione telefonica e si verificano black out elettrici. Molte persone erano in strada e nei locali per l'inizio del week end, ma la maggior parte dormiva.

CILE, TURISTI IN FUGA DALLA COSTA - Nella città di Al Garrobo, 100 km a nord est di Santiago, il mare si è ritirato e molti turisti stanno fuggendo all'interno verso le autostrade, per cercare di rientrare a Santiago.

CILE, DUE REGIONI ISOLATE NEL SUD - Le autorità cilene hanno reso noto che in seguito al terremoto risultano isolate due regioni nel sud del Paese, Biobio e Talca.

APPELLO BACHELET IN TV, RIMANDATE CONTROESODO - Il presidente del Cile Michelle Bachelet si è appellata alla popolazione chiedendo di soprassedere dal tradizionale controesodo previsto questo week-end, l'ultimo dell'estate cilena. Parlando alla Cnn in spagnolo, Bachelet ha chiesto ai cileni di desistere dal mettersi in auto. Lunedì è prevista la riapertura delle scuole per l'inizio dell'anno scolastico in tutto il paese.

ONDATA GIGANTESCA SU ISOLOTTO JUAN FERNANDE - Sull'isolotto Juan Fernandez al largo di Valparaiso si è abbattuta un'ondata gigantesca di tsunami dopo il sisma che ha colpito il Cile. Lo affermano fonti concordanti.

 
Russia: 67 cm di neve a Mosca, battuto record del '66 PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Mercoledì 24 Febbraio 2010 12:53

MOSCA, 24 FEB - Mosca ha battuto il record della nevicata piu' abbondante: 4 giorni di tormente hanno rovesciato sulla capitale russa 67 centimetri di neve. Mosca ha superato cosi' il primato della nevicata del 1966, che era di 64 centimetri. L'ufficio del sindaco Yuri Luzhkov ha reso noto di aver mobilitato 15.000 spazzaneve e 5.000 spalatori, in una citta' che, compresi i sobborghi, arriva a 10,4 milioni di abitanti.

Tags neve russia - mosca
 
Haiti, arrivano soccorsi. Ansia per decine italiani PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Giovedì 14 Gennaio 2010 13:51

La terra ha continuato a tremare, nella seconda notte dopo l'apocalisse di Haiti. Ma non c'é più nulla da distruggere a Port-au-Prince, la capitale devastata. Chi è sopravvissuto ai crolli, ora deve cercare di scampare al dopo terremoto, fatto di sciacalli, di criminali evasi dalla prigione crollata, di acqua e cibo che non ci sono più, di linee telefoniche interrotte, di elettricità prodotta solo con i generatori autonomi finché ci sarà benzina da bruciare.

Unico mezzo di comunicazione che resiste, internet. E' da Twitter e Facebook che arrivano al mondo gli appelli e le testimonianze. Dalle 16:53 del 12 gennaio, quando la faglia sotto l'isola caraibica si è rotta, sono ormai 42 le scosse registrate dall'istituto geofisico americano Usgs. Tutte sono sempre al di sopra di magnitudo 4.5 Richter: niente a confronto con il primo gigantesco colpo di maglio a forza 7.0, ma ogni volta la terra si muove come se fosse scossa da una piccola bomba atomica. La conta dei morti è ancora un'ipotesi, più che un esercizio di statistica. L'ordine di grandezza è quello delle centinaia di migliaia di vittime.

La macchina dei soccorsi si è messa in moto, ma è ancora lontana dall'isola. Si muove veloce, ma il tempo gioca contro i sopravvissuti all'inferno di Port-au-Prince. "Abbiamo bisogno di vaccini contro il tetano, contro le infezioni e le epidemie, così come di acqua potabile e di gente che scavi sotto le macerie per estrarre i feriti", ha l'ambasciatore di Haiti a Tokyo , Jean-Claude Bordes, che ha riferito di non "aver avuto comunicazioni da parte del mio governo. Spero di avere contatti domani". Le poche notizie dirette, ha continuato, "le ho avute da alcuni amici. Ho provato tante volte a chiamare. Ho potuto raggiungere Haiti solo per telefono pochi minuti dopo il disastro: solo urla e lamenti, Non potevo parlare a lungo, ma poi le comunicazioni sono cadute definitivamente". E ha spiegato: "Temo che i morti siano ben oltre la stima di 100.000 di cui ho sentito parlare, se l'epicentro del sisma è a Petion-Ville, popoloso centro a 7-10 chilometri da Port-au-Prince, il bilancio sarà ben più pesante".

Il primo aereo degli aiuti americani promessi dal presidente Obama - che ha chiesto al Pentagono di mettere in campo tutte le risorse disponibili in quella che vorrà essere una 'campagna di guerra' per salvare vite umane - è arrivato ieri sera. I militari Usa hanno scaricato all'aeroporto, gravemente danneggiato dal sisma, una serie di apparecchiature elettroniche per rendere più sicure le operazioni di atterraggio e decollo dei velivoli carichi di aiuti che arriveranno. Inoltre, le prime squadre di soccorso medico sono giunte a Port-Au-Prince per aiutare le vittime e per evacuare i cittadini americani gravemente feriti. Ed è già in navigazione una portaerei. Nel resto del mondo è scattata la raccolta di fondi. Tra i primi a farsi notare per la generosità, la coppia Jolie-Pitt che ha devoluto un milione di dollari. Ma sono già partiti anche i primi allarmi contro gli sciacalli della beneficenza, quelli che inventeranno truffe su internet per far soldi anche sull'apocalisse di Haiti.

Nella notte "é aumentato di una decina il numero delle persone contattate direttamente o indirettamente" dall'Unità di crisi della Farnesina, facendo "salire a 80 circa" gli italiani rintracciati ad Haiti dopo il terremoto ma mancano all'appello ancora decine di connazionali Lo ha detto il capo dell'Unità di crisi, Fabrizio Romano durante il briefing con la stampa sulla situazione ad Haiti. La Farnesina invita dunque chiunque sia a conoscenza di amici o parenti italiani che si trovano ad Haiti a contattare l'Unita' di crisi al numero 06-36225 per accelerare la ricerca dei nostri connazionali.

Il funzionario della Farnesina inviato a Port-au-Prince - ha spiegato Romano - "per prima cosa" andrà all'Hotel Montana, crollato nel terremoto che ha colpito Haiti, "per verificare" l'eventuale presenza di italiani.

Il quadro - ha detto ancora Romano - resta "drammatico, fluido e tutt'altro che chiaro a causa delle comunicazioni disturbate". Nell'isola - ha ricordato - sta per atterrare il volo della Protezione civile con un funzionario dell'Unità di crisi che attiverà un'antenna in modo da avere un contatto diretto con il ministero. Il funzionario opererà in tandem con un collega dell'ambasciata italiana a Santo Domingo, in modo da svolgere "una ricerca più mirata dei nostri connazionali, avvalendosi anche dell'apporto delle autorità locali".

 "Restano motivi di preoccupazione, perché il numero dei connazionali presenti è sicuramente maggiore di quelli che noi siamo riusciti a contattare", ha aggiunto Romano, ricordando che "come ha detto il ministro Frattini, non abbiamo notizie negative, ma purtroppo neanche positive". Oltre ai 191 italiani che risultano iscritti all'anagrafe consolare che però "possono aver lasciato il Paese senza segnalarlo", il capo dell'Unità di crisi sottolinea che potrebbero anche esserci "tante altre persone presenti senza averlo comunicato a nessuno sul piano istituzionale".

 

 
Terremoto a Haiti. Almeno 1.000 morti PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Mercoledì 13 Gennaio 2010 11:41

PORT-AU-PRINCE - E' ancora notte ad Haiti colpita da devastanti scosse di terremoto e si continua a scavare a mani nude fra le macerie, al buio perché manca la corrente. E' ancora impossibile fare un bilancio delle vittime, ma si teme che i morti siano migliaia. Duecento persone sono disperse in un albergo di lusso nella capitale, il Le Montana. Dei quattro ospedali di Port-au-Prince, tre sono crollati e il quarto non riceve più feriti perché intasato. In città sono comparsi gli sciacalli, che hanno saccheggiato un supermercato crollato. Sono circa 190, secondo la Farnesina, gli italiani che dovrebbero essere presenti sull'isola.

I voli di linea per la capitale sono stati cancellati, ma l'aeroporto è agibile. La Francia ha fatto partire due aerei con soccorritori e materiale, uno dalla Martinica e uno da Marsiglia. Dall'Italia partirà oggi un C130 militare con un ospedale da campo, personale medico e una squadra della Protezione civile. Anche altri paesi hanno offerto aiuti al governo locale. Non funzionano i telefoni nella capitale e non si riesce a comunicare con le persone che si trovano lì. Nelle ore successive al disastro, l'assenza di comunicazioni accresce l'ansia e soprattutto ostacola i soccorsi.

Il capo dell'unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, ha dichiarato che al momento non risultano italiani coinvolti, ma ha precisato che "a mancanza di informazioni non vuol dire che non ce ne siano". "Non riusciamo a metterci in contatto con Haiti - spiega il portavoce dell'ambasciata italiana a Santo Domingo, Gianfranco Del Pero -. E' un problema nostro, dei colleghi francesi, americani, tedeschi e spagnoli con i quali stiamo collaborando. Nessuno ha davvero notizie per adesso. Tutti siamo in attesa di riallacciare le comunicazioni. Ma per ora è impossibile". Nessuna notizia si ha degli almeno 190 italiani che si trovano ad Haiti. L'ambasciata in Italia del paese caraibico è intanto tempestata di email e telefonate di studenti haitiani che vivono qui e che cercano notizie delle loro famiglie.

 
Antartide, trovato relitto aereo del 1911 PDF Stampa E-mail
Scritto da <a href='/social-community/profile.html?userid=101'>Salentino</a>   
Domenica 03 Gennaio 2010 11:37

SIDNEY  - La carcassa di un aereo del 1911 è stata scoperta fra i ghiacci del Polo Sud da esploratori polari australiani. Il velivolo monoposto, il primo prodotto dalla società britannica Vickers otto anni dopo il primo volo dei fratelli Wright nel 1903, era stato portato in Antartide dall'esploratore britannico-australiano Douglas Mawson nel 1911. L'aereo era rimasto fortemente danneggiato in Australia durante un volo di prova. Mawson l'aveva allora portato al polo, mettendo gli sci al posto del carrello, per usarlo come trattore per le sue slitte. Il velivolo era stato abbandonato a Cap Denison, campo base della spedizione. Il relitto era stato visto per l'ultima volta nel 1975, completamente imprigionato nei ghiacci. Il giorno di Capodanno, grazie alla bassa marea e allo scioglimento dei ghiacci, un carpentiere della fondazione australiana Mawson ha notato i resti della fusoliera. Gli esploratori hanno quindi recuperato la carcassa scavando nel ghiaccio, e alla fine di gennaio la riporteranno in Australia.

 
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